Il 21 dicembre 2010 Silvio Berlusconi venne indagato dalla Procura di Milano per concussione, in quanto, secondo l'accusa, abusò della sua "qualità" di Presidente del Consiglio per esercitare una indebita pressione sui funzionari della Questura di Milano per il rilascio di Ruby al fine di coprire il più grave reato di prostituzione minorile, poiché dalle successive indagini emerse che nella sua residenza di Arcore si sarebbero svolti in più occasioni tra febbraio e maggio 2010 delle sorte di "festini a luci rosse" a cui avrebbero partecipato diverse ragazze dello spettacolo tra cui la stessa consigliera regionale Nicole Minetti e l'allora minorenne Ruby che avrebbero fornito prestazioni sessuali in cambio di denaro e favori.
La difesa sostenne che la telefonata alla questura di Milano era stata fatta perché Berlusconi credeva che Karima El Mahroug fosse la nipote dell'allora presidente egiziano Hosni Mubarak e dunque il presidente del consiglio voleva evitare un incidente diplomatico con l'Egitto.