L'offerta di Sesa: "300mila euro in pubblicità ma vi fermate con l'inchiesta sul compost in Veneto"
pubblicato il 8 giugno 2026 alle ore 16:40
"Spendiamo tanti soldi sui giornali per convincere della bontà di quello che stiamo facendo" - ci dice Angelo Mandato, il patron veneto di un impero costruito sui rifiuti, in un incontro riservato nel quale viene intavolata un trattativa per un investimento pubblicitario da 300 mila euro sul nostro giornale. Peccato che la generosa offerta arrivi proprio all'indomani della nostra richiesta di intervista ai vertici delle società di Mandato durante un'inchiesta sul compost in Veneto. Come se non bastasse l'offerta economica ci viene proposta da Fabrizio Ghedin, il responsabile delle relazioni esterne della Sesa, una delle più grandi aziende di compost in Europa. Ghedin però è anche un consulente del Governo, è lo spin doctor di Vannia Gava, la sottosegretaria leghista del Ministro dell'ambiente. Ma le mani della Lega nel fortunato business del compost non finiscono qui. Finanziamenti al partito della Lega di Salvini, senatori leghisti con ruoli dirigenziali nelle società. Tutto ruota intorno alla municipalizzata dei rifiuti di un paesino del Veneto con un giro d’affari da novanta milioni di euro, fondata nel 1995 da Sandro Rossato, un imprenditore veneto arrestato per ‘ndrangheta.
AGGIORNAMENTO:
https://www.fanpage.it/lobby-ndrangheta-e-lega-di-salvini-chi-ce-nel-business-del-compost-in-veneto/
AGGIORNAMENTO:
Mandato era indagato per il traffico illecito di rifiuti, il pubblico ministero e il GIP hanno successivamente archiviato il procedimento nei suoi confronti per inidoneità degli elementi a sostenere l'accusa in giudizio.
I motivi principali sono i seguenti:
Mancanza di Dolo: dall'analisi dei documenti è emerso che i provvedimenti autorizzativi emessi dalla Regione Veneto tra il 2015 e il 2019 contenevano dei veri e propri "errori materiali" scritti nelle tabelle dei quantitativi (indicando ad esempio 185.000 tonnellate/anno invece di 105.000).
I motivi principali sono i seguenti:
Mancanza di Dolo: dall'analisi dei documenti è emerso che i provvedimenti autorizzativi emessi dalla Regione Veneto tra il 2015 e il 2019 contenevano dei veri e propri "errori materiali" scritti nelle tabelle dei quantitativi (indicando ad esempio 185.000 tonnellate/anno invece di 105.000).
Il principio di affidamento: Poiché le autorizzazioni ufficiali erano poco chiare e generavano confusione persino negli organi di controllo , la SESA SpA e i suoi responsabili (tra cui Mandato) hanno agito facendo affidamento su quanto scritto nei decreti regionali. La Regione Veneto ha corretto questi errori in autotutela solo nel febbraio del 2020. Di conseguenza, manca la prova che Angelo Mandato e gli altri amministratori abbiano agito con il dolo (cioè con la consapevolezza e la volontà di commettere un illecito) richiesto dal reato di traffico di rifiuti.
Il Tribunale Ordinario di Venezia ha decretato la definitiva archiviazione del caso.
AGGIORNAMENTO:
Si informa che le ipotesi di gestione abusiva di rifiuti documentate in questo video sono state oggetto di successiva verifica giudiziaria nell'ambito del procedimento n. 41/21 R.G. della DDA di Venezia, risoltosi con il decreto di definitiva archiviazione emesso dal GIP in data 28/12/2021 nei confronti di Angelo Mandato e dei vertici di SESA SpA. L'autorità giudiziaria ha escluso la sussistenza del dolo, confermando che la società ha operato facendo affidamento su autorizzazioni ufficiali della Regione Veneto (periodo 2015-2019) contenenti macroscopici errori materiali di calcolo sui quantitativi, rettificati dall'amministrazione regionale in autotutela solo nel febbraio 2020.
https://www.fanpage.it/lobby-ndrangheta-e-lega-di-salvini-chi-ce-nel-business-del-compost-in-veneto/
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