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Sala rossa in stile pompeiano con soffitti affrescati e decori originari su stucco del Settecento, restaurati con cura per i disegni e i colori cangianti. In foto: sulla parete opera di Claire Fontaine
1. LA CASA-STUDIO DI ANTONIO MARTINIELLO
Sala rossa in stile pompeiano con soffitti affrescati e decori originari su stucco del Settecento, restaurati con cura per i disegni e i colori cangianti. In foto: sulla parete opera di Claire Fontaine
  • 1. LA CASA-STUDIO DI ANTONIO MARTINIELLO
  • In foto: Antonio Martiniello Sul comodino scultura di Jimmie Durham
  • Porta scorrevole in plexiglass rosso crea un un interessante dialogo tra antico e moderno che apre nuove possibilità di linguaggio dell'interior. In foto: opera di Riccardo Albanese
  • La libreria sospesa in betulla grezza è originaria del Settecento, eredità della casa. Tavolo in ferro disegnato da Antonio Martiniello
  • In foto: opera di Alberto Tadiello
  • Le stanze della casa dell'Arch. Martiniello ospitano spesso feste e cene che sdrammatizzano, come gli arredi moderni, l'austerità e l'opulenza della struttura antica della casa. In foto: Fotografie di Salvino Campos
  • In foto: opera di Rosy Rox
  • Martiniello è un collezionista non solo di opere d'arte contemporanea ma anche di vasi pregiati. In foto: vasi di Andrea Anastasio; sequenza fotografica di Mario Carbone
  • Nella camera da letto c'è un cubo prefabbricato in policarbonato trasparente che contiene tutti i servizi igienici, cifra stilistica dell'Arch. Martiniello, e sul tetto una vasca con vista sulla collina di Capodimonte.
  • In foto: opera di Stefano Tordiglione
  • Nella cucina, pavimenti in maioliche originarie, tavolo Tulip e sedie di Eero Saarinen per Knoll.
  • Arredi anni Settanta. Pavimenti in maiolica originari dell'Ottocento
  • Carta da parati alle pareti e soffitti affrescati anche nello studio di Keller Architettura.
  • Ingresso della casa-studio Antonio Martiniello/Keller Architettura. Le porte originarie sottolineano il gioco di riquadri di stucco alle pareti e conducono a destra verso lo studio, a sinistra alla casa privata dell'Architetto.
  • In foto: "Reset" di Nicolangelo Gelormini
  • 2. L'ABITAZIONE FAMILIARE DI VINCENZO CORVINO
  • In foto: l'Architetto Vincenzo Corvino con il suo cane. Sullo sfondo l'opera dell'artista Sergio Fermariello.
  • I contorni definiti e puri delle aperture incorniciano il panorama di via Caracciolo che risalta maggiormente grazie al total white dei materiali scelti per la casa.
  • Il ritmo del salone è scandito da tre fenditure nella parete di fondo che conducono al corridoio, alla cucina e alla camera della figlia. In foto: sullo sfondo opera di Mimmo Jodice
  • Il corridoio risulta il principale elemento di distribuzione degli spazi della casa e punto focale dell'intera residenza.
  • Nella camera matrimoniale trovano spazio e valorizzazione tutte le grandi passioni dell'Architetto: l'arte contemporanea, il golf e l'Avellino, la squadra di calcio di cui Corvino è grande tifoso. In foto: opera di
  • Di fronte al letto matrimoniale due bucature nella parete lasciano intravedere il bagno retrostante tutto in marmo di Carrara.
  • Il corridoio, che dall'ingresso conduce ai vari ambienti della casa, è caratterizzato da un armadio a parete studiato su misura. Le ante dell'armadio nascondono scaffali, cassetti ma anche un bagno e una lavanderia.
  • Il bagno degli ospiti, di un candido marmo, si cela dietro un'anta dell'armadio a parete che arreda e scandisce l'intero corridoio.
  • La cucina può scomparire del tutto dietro rigidi tendaggi bianchi, azionati elettronicamente, trasformandosi in un cubo bianco perfetto.
  • la camera della figlia dell'.Arch. Corvino segue le linee pure ed essenziali della casa ma si differenzia per lo stile personalizzato della bambina che da colore e forma allo spazio. In foto: opera di Antonio Manfredi
  • in foto: opera di Nino Longobardi
  • Un cono di luce, preciso ed intenso, illumina la cucina dall'alto. La casa si trova all'ultimo piano di un palazzo storico di via Caracciolo.
  • Ogni dettaglio è studiato nei minimi particolari nella casa affinché tutto risulti pulito, dalla definizione degli spazi fino alle maniglie degli infissi e l'incavo della protezione vetrata della doccia.
  • La vista sul Golfo di Napoli dalla casa dell'arch. Corvino è mozzafiato.
  • 3. LA RESIDENZA SIGNORILE DI ALBERTO SIFOLA
  • L'elegante residenza è un perfetto connubio tra innovazione e preesistenze, tra antico e moderno. In foto: all'ingresso ritratto di Enrica Torregiani (moglie di A. Sifola) con i figli
  • Sono una firma stilistica dell'Architetto Sifola le porte color blu petrolio, alte e imponenti come ci si aspetta in una casa antica di Napoli.
  • In foto: copia di un ritratto di Caterina dé Medici di Ottaviano sul caminetto in marmo bardiglio dell’Ottocento, affiancato da due poltrone in velluto capitonné
  • Uno dei tratti riconoscibili dei lavori di Alberto Sifola sono le scale, spesso ellittiche, come in casa propria dove collega i vari livelli in cui si sviluppa l'abitazione.
  • Anche la balaustra è progettata su misura dall'architetto Sifola e realizzata da un artigiano napoletano.
  • In foto: opera di Aaron Young - Smoke Flows in all Directions - Performance 29 settembre 2008 al Vulcano Solfatara, Napoli
  • Ogni stanza ha un colore di parete differente su cui risaltano importanti opere di arte contemporanea.
  • In foto: opera di Mimmo Iodice
  • Particolare di una credenza a muro nella sala da pranzo.
  • Il boudoir dell'Arch. Sifola anticipa l'ingresso nella camera da letto matrimoniale.
  • "I'm not sorrowful but only tired of everything that ever desired", questa frase nella camera da letto dei proprietari rispecchia perfettamente l'attuale stato d'animo dell'arch. Sifola.
  • Importanti opere di arte contemporanea si accostano a oggetti e ricordi dei viaggi dell'Architetto e della sua famiglia.
  • Il colore, segno distintivo nei progetti di A.Sifola, è ottenuto mischiando i pigmenti nell’intonaco in modo anche da sprecare meno materiale e ottenere un effetto più bello.
  • Dalle terrazze della casa in via Monte di Dio è possibile ammirare un panorama a 360° su Napoli con il Vesuvio da un lato e la collina di San Martino dall'altro.
  • 4. IL LOFT DEI VULCANICA ARCHITETTURA
  • In foto: i Vulcanica Architettura (Marina Borrelli, Eduardo Borrelli, Aldo Maria di Chio)
  • Oggi nella casa, in passato abitata dai tre architetti, vive la coppia, Marina Borrelli ed Aldo Maria di Chio con la figlia Mira. In foto opere di Castellano / Donna Maree Wilding / Agata Monti / Stefanucci
  • In foto: opera di Pierre Ives Le Duc
  • In foto: opera di Ernesto Tatafiore
  • Il modulo del sottotetto scansiona e da ritmo allo spazio.
  • La cucina e la sala da pranzo sono posti al piano superiore a cui si accede tramite una scala a chiocciola in stile industriale.
  • La sala da pranzo è di passaggio per il terrazzo.
  • la casa è in perfetto rapporto materico con gli edifici di epoca fascista nelle vicinanze. L'ex Jolly Hotel, l'unico grattacielo nel centro città, conferisce alla casa un aspetto metropolitano insolito per il centro storico di Napoli.
  • La luce dal terrazzo rende lo spazio caldo e rilassante. Chaise longue LC 6 di Le Corbusier per Cassina, anni '30
  • La luce inonda e arreda ogni ambiente della casa. Poltroncina LC1 di Le Corbusier, Pierre Jeanneret, Charlotte Perriand, per Cassina.
  • In foto: opera di Agata Monti
  • Particolare della capriata originaria del sottotetto.
  • Il sottotetto è stato recuperato e restaurato rispettando la struttura originaria.
  • L'armadio è stato progettato dagli architetti e costruito su misura per adattarsi alla struttura del sottotetto. Si può spostare facilmente andando a modificare la percezione dello spazio e la suddivisione degli ambienti.
  • 5. L'APPARTAMENTO FESTAIOLO DI FRANCESCA FRENDO
  • In foto: Francesca Frendo
  • Uno dei tratti distintivi del lavoro di Francesca Frendo è l'uso del colore. Il suo ingresso è un'esplosione di ottanio, tinta che è riuscita ad ottenere mischiando quindici blu differenti. La pittura a lacca lucida è della Sikkens, ma la resa materica è un segreto che Frendo custodisce con il suo artigiano di fiducia.
  • La volta seicentesca a padiglione in tufo a vista è in perfetto rapporto visivo ed equilibrio con la cucina ultra moderna e tecnologica.
  • I pavimenti in marmo acqua bianca, pregiato per uniformità di colore, e le pareti grigie fanno risaltare gli arredi vintage originali di Romeo Rega.
  • Francesca Frendo ama il design anni '40 e '70 che affianca con gusto ad importanti opere di arte contemporanea e arredi progettati da lei stessa.
  • In foto: scultura di Melanie Bourget
  • In foto: San Gennaro di Ventrella in resina colorata accanto ad una scultura di un artigiano di Scampia.
  • Tutto il progetto della casa è studiato per valorizzare la struttura seicentesca dell'appartamento che emerge in camera da letto, come in cucina, con la particolare volta a padiglione di tufo a vista.
  • In camera da letto tutti armadi a parete progettati da Frendo. I tessuti sono inoltre una passione per Francesca Frendo, esperta di interior design, che ha scelto Dedar per la biancheria e i cuscini con un runner in ciniglia ai piedi del letto di Laura Ashley.
  • Nel salone della casa di Francesca Frendo, che ama stare con gli amici e fare festa, non poteva mancare il mobile bar vintage anni '70.
  • Molti degli arredi sono progettati su misura da Frendo.
  • Vasi e opere d'arte contemporanea arricchiscono con gusto l'arredamento della casa creando uno stile unico e inimitabile.
  • La casa di Francesca Frendo ha un ingresso indipendente rispetto al portone di accesso del palazzo in via Bisignano.
  • Sul portoncino d'ingresso troneggia uno stemma della famiglia dell'Architetto.
  • 1 / 75

Dove vivono gli architetti: 5 case da sogno a Napoli

pubblicato il 14 aprile 2017 alle ore 12:29
Gli architetti sono spesso chiamati a progettare case per ogni tipo di cliente ma come sono le abitazioni in cui scelgono di vivere? Abbiamo intrapreso un viaggio fotografico tra le mura domestiche di alcuni degli architetti più affermati di Napoli: dove altro se non nella propria abitazione l'architetto trasferisce sé e il suo senso dell'abitare?! La casa diventa così autobiografia dell'architetto ed il progetto è un modo nuovo per scoprire Napoli nelle sue contraddizioni ed eterogeneità.

Tutte le foto sono a cura di Marcantonio Russo
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