Referendum sul taglio dei parlamentari: le ragioni del Sì e del No, spiegate semplicemente
pubblicato il 18 settembre 2020 alle ore 15:15
- di Zeina Ayache
Referendum sul taglio dei parlamentari: perché votare Sì o No
Il 20 e 21 settembre saremo chiamati a votare per il referendum confermativo sulla riforma della Costituzione che taglia il numero dei parlamentari. La riforma prevede una riduzione da 630 a 400 del numero dei deputati e da 315 a 200 di quello dei senatori elettivi.
Chi vota Sì/No
Quasi la totale maggioranza dei partiti in parlamento ha votato a favore del taglio, ai cittadini viene ora chiesto se appoggiare, votando Sì, o respingere, votando No, questa possibilità.
Sì in Parlamento:
M5s
Lega
Fratelli d’Italia
PD
Forza Italia (che ora lascia libertà di voto)
Italia Viva (che lascia libertà di voto)
altre formazioni minori
No:
+Europa
Azione
Sinistra Italiana
altre forze politiche e molti dissidenti dei partiti schierati per il Sì.
Confronto con l’Europa
Il Sì sostiene che il taglio è necessario anche per adeguarsi alla media europea, considerando che l’Italia è il Paese con il più alto numero di parlamentari elettivi. considerando la Camera, la proporzione tra cittadini e rappresentanti eletti è:
Italia – 1 su 96k
Regno Unito – 1 su 102k
Francia/Germania – 1 su 116k
Spagna – 1 su 133k
Con la riforma andremmo a
Italia – 1 su 151k
Il No sostiene che il nostro numero di parlamentari non sia alto, quanto piuttosto sia adeguato alla conformazione del territorio, a ragioni storiche e alla necessità di rappresentare anche tutte le minoranze.
Rappresentanza
La questione rappresentanza è centrale.
Il Sì sostiene che il taglio dei parlamentari non incide sulla rappresentanza dei cittadini perché ad oggi esistono altri organi che affiancano il Parlamento nei processi legislativi (Regioni, Parlamento Europeo).
Inoltre, con la prossima legge elettorale sarà garantito un diritto di tribuna ai piccoli partiti e ogni Regione avrà un numero minimo di parlamentari.
Il No sostiene che il taglio dei parlamentari mette in pericolo il pluralismo, la democrazia e la rappresentanza territoriale dei cittadini, questo perché i collegi elettorali diventeranno molto più grandi, ogni parlamentare dovrà rappresentare più lettori e la soglia di sbarramento per entrare in parlamento si alzerà.
Costi della politica
Il Sì ci ricorda che il taglio dei parlamentari permetterebbe un risparmio di circa 400 milioni di euro a legislatura.
Il No ci ricorda che questo taglio rappresenterebbe in realtà un risparmio minimo per la spesa pubblica pari allo 0,007%, e allo stesso tempo però ridurrebbe la democrazia.
Autonomia del Parlamento
Per chi vota sì, un Parlamento meno numeroso significa taglio di sprechi e clientele, oltre che della possibilità per i cittadini di controllare meglio i propri rappresentanti.
Per il No, invece, meno parlamentari significa maggiore peso dei partiti, più potere ai leader politici e meno libertà per gli stessi parlamentari.
Efficienza del Parlamento
Per il Sì con meno parlamentari si lavorerà meglio e in modo ottimizzato, perché si velocizzerebbe anche il lavoro di Giunte e Commissioni, con l’eliminazione di tempi morti e lungaggini burocratiche.
Per il No, la riforma taglia solo il numero dei parlamentari ma non incide sui veri intoppi della macchina legislativa, in particolare sul bicameralismo paritario. In pratica, Camera e Senato continuerebbero a fare esattamente lo stesso lavoro.
Se sei arrivato fin qui, evidentemente non avevi le idee chiarissime su come votare al referendum, dunque speriamo di esserti stati di aiuto.
La sola cosa che conta è che qualunque decisione tu prenda sia libera, informata e consapevole.
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