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Fino a non molto tempo fa, pensavamo di essere gli unici animali al mondo in grado di utilizzare strumenti e utensili. Poi abbiamo scoperto che anche molte altre specie di primati e persino alcuni uccelli usano rametti, foglie e sassi per rompere noci e pescare insetti. Ma ora gli scienziati hanno appena dimostrato che questa abilità non è più esclusiva neppure di noi mammiferi e degli uccelli: anche alcuni pesci sanno perfettamente come sfruttare l'ambiente e gli oggetti per procurarsi da mangiare.
Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Coral Reefs ha infatti documentato e analizzato l'utilizzo di strumenti in fondo al mare da parte di diverse specie di pesci tropicali appartenenti al genere Halichoeres, un gruppo di labridi diffuso soprattutto tra le barriere coralline degli oceani Indiano e Pacifico. Questi pesci dai colori vivaci sanno infatti come rompere i gusci duri di molluschi, crostacei e altri invertebrati sbattendoli con forza contro superfici dure, come rocce e coralli. Un vero e proprio uso consapevole di strumenti.
I ricercatori guidati da Juliette Tariel-Adam della Macquarie University hanno scoperto che i labridi raccolgono deliberatamente prede con gusci e corazze dure, come granchi, vongole e ricci di mare, per poi batterle ripetutamente su rocce e altre superfici solide e accedere così alla polpa. Questo comportamento, conosciuto anche come "uso dell'incudine", è già noto in diverse specie di primati ed era stato occasionalmente osservato in alcuni pesci. Tuttavia, questo nuovo studio dimostra come sia in realtà molto più diffuso e comune di quanto si pensasse.
Il merito di questo primo vero approfondimento sull'utilizzo di strumenti da parte di questi pesci tropicali, va anche all'iniziativa di citizen science chiamata Fish Tool Use. Grazie a questo progetto di "scienza partecipata", gli autori hanno infatti raccolto video e nuove osservazioni realizzate da sub e appassionati del mare, scoprendo che sono molte di più le specie che sfruttano rocce e coralli duri come fossero incudini e ampliando inoltre anche l'area geografica in cui avviene questo comportamento, includendo per la prima volta anche l'Atlantico occidentale.

Ancora oggi, l'utilizzo di strumenti viene spesso associato quasi esclusivamente alla nostra specie, al massimo allargando il gruppo anche agli altri primati come scimpanzé e cebi. Eppure, gli uccelli prima e i pesci ora, dimostrano che non serve necessariamente un pollice opponibile per essere in grado di manipolare oggetti e usare strumenti. Ancora una volta, quindi, le altre specie dimostrano l'esistenza di tante forme di intelligenze diverse, anche in animali storicamente considerati "inferiori" o dotati di scarse capacità cognitive, come appunto i pesci.
I labridi, invece, ci hanno fatto vedere capacità di manipolazione sorprendentemente raffinata e flessibile, ribaltando completamente questa visione "mammalocentrica" ancora così diffusa. Insomma, anche in fondo al mare c'è chi sa molto bene come sfruttare l'ingegno e l'ambiente in cui vive per ottenere un pasto gustoso e altrimenti inaccessibile. E chissà quante altre specie animali lì fuori stanno solo aspettando di essere scoperte e di raccontarci questa e tante altre abilità inaspettate.