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Prezzo della benzina: da che fattori dipende e cosa sono le accise e l'IVA

pubblicato il 15 marzo 2022 alle ore 12:38
Siamo abituati a pensare che il prezzo della benzina sia direttamente proporzionale al prezzo della materia prima - il famoso prezzo del barile di petrolio - ma in realtà non è proprio così. Ci basta andare sul sito del Ministero della Transizione Ecologica, o MITE, per scoprire che la cifra che noi paghiamo al benzinaio è data dalla somma di 3 componenti: accise, IVA e prezzo netto. Se prendiamo l’ultimo dato relativo al prezzo medio della benzina in Italia, che, a febbraio 2022, era di 1,85€ per litro, scopriamo infatti che più della metà - 1,06€ - è data da accise e IVA, due imposte relativamente fisse che sono molto alte in Italia. Cosa sono le accise? Le accise sono delle imposte che lo Stato pone sulla fabbricazione o sulla vendita di prodotti di consumo. Al contrario dell’IVA, non sono una percentuale ma una quantità precisa, stabilita strategicamente per assicurare allo Stato dei fondi a cui attingere in situazioni di emergenza. Non è un caso infatti che gli aumenti più alti delle accise siano avvenuti in seguito a eventi storici particolari, come la crisi di Suez del 1956, il disastro del Vajont del 1963 o l’alluvione di Firenze del 1966 per citare alcune delle più vecchie. In totale oggi sarebbero 18 le accise sui carburanti, che però nel 1995 sono state inglobate in un’unica imposta indifferenziata. Oggi questa imposta ammonta a ben 0,73€, secondo valore più alto in Europa, mentre l’IVA, come ben sappiamo, si applica al 22%. Questo significa che se anche per assurdo la materia prima del carburante fosse gratis, alla pompa di benzina noi pagheremmo comunque più di 1€. Il restante 0,79€ è quanto paghiamo effettivamente per materia prima e margine lordo, che è il costo della distribuzione.
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