Monica Cirinnà (PD): "L'arresto di mio fratello? Addolorata ma rispondo solo delle mie battaglie"
pubblicato il 10 luglio 2020 alle ore 12:13
Il fratello della senatrice del Partito Democratico Monica Cirinnà è stato arrestato in un'operazione contro gli affari del Clan Senese a Roma. Cirinnà in un'intervista a Fanpage.it risponde agli attacchi ricevuti e racconta il dolore di una vicenda che però, come ribadisce, appartiene esclusivamente alla sua vita privata.
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Chi mi attacca per l'arresto di mio fratello? Da romana potrei dire che sono dei poracci. La politica è una cosa, la vita pubblica è una cosa, la vita privata è un'altra cosa. Io non sono abituata a mettere in piazza la mia vita privata. - spiega la senatrice dem -
Sulle mie battaglia non solo vado in piazza però ma ci metto la faccia, ci metto tutta me stessa. Qualche giornale ha scritto 'ci metti i tuoi ricci biondi'? Probabilmente sì. Io sono abituata ad affrontare senza infingimenti le battaglie in cui credo, voglio essere attaccata sui temi della politica, sui miei valori, sulle mie idee, voglio essere attaccata per i miei errori se no ho fatti, ma la mia vita privata è la mia vita privata".
Detto questo Monica Cirinnà non nasconde il dolore: "Tante volte ho provato a ricondurre mio fratello diciamo così sulla retta via, ma poi ognuno fa le scelte che crede, campa come crede". Un momento personale difficile iniziato con la morte della mamma:
"È il momento che io mi tiri un po' fuori da questo dolore, anche se sono una che sulla famiglia a costruito il suo nido. Credo che il mio dolore di questi giorni sia legato anche al fatto che io i miei fratelli in parte li ho cresciuti da sorella maggiore con mia madre che lavorava tutto il giorno e mio padre spesso lontano da casa all'estero. Qualcuno mi attacca perché dice 'la Cirinnà non crede nella famiglia', beh la Cirinnà crede nell'amore e negli affetti, che poi debba essere per forza la famiglia di sangue questo non è detto".
Ma non ci stanno solo le vicende private. La senatrice dem, veterana della politica romana, si sta occupando attivamente delle prossime elezioni comunali, non escludendo di candidarsi alle primarie del centrosinistra. E su una cosa non ha dubbi tanto per iniziare: le primarie servono, anzi sono indispensabili. "
Se sono una gara di facce non sono interessata, se sono una gara di facce continueremo a perdere voti e a non recuperare quell'elettorato deluso. Ci sono se noi facciamo le primarie delle idee e ci diamo questi 5 massimo 10 punti che abbiamo in comune con il campo largo del centrosinistra a Roma. A Roma non vince il PD da solo, non vince la sinistra da sola. Si vince e si torna a governare la città se le primarie diventano il laboratorio di Roma 2020-2050, se torniamo ad avere una visione".
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Io sono convinta che a Roma non vince una persona da sola e non la governa una persona da sola. Tu la sfida la vinci se presenti davvero una squadra già fatta, i migliori - scandisce
- Il mio slogan se mi dovessi candidare sarebbe 'non cerco gli amici servono i migliori'. Sono stata 7 anni con Rutelli e 7 anni con Veltroni nei governi più che belli che hanno rilanciato la città. Ho imparato che le squadre vere sono quelle che non temono l'ombra di loro, un bravo sindaco è ancora più bravo se il suo assessore è più bravo di lui in una materia".
In chiusura della conversazione la senatrice fa il punto su quelle che sono le sue battaglie storiche sui diritti, e in particolare sulla legge contro l'omo-lebso-trans-bi-fobia. "
È una legge che attendevamo da 25 ani e io sono convinta che questa volta ci arriveremo. La maggior parte dei cittadini italiani, i cattolico adulti come li chiamava Prodi hanno capito che questa non è una legge liberticida, non è una legge bavaglio ma punisce i crimini dell'odio".
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