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Terra dei Fuochi, racconto di una catastrofe ambientale

Venticinque anni di cronaca e di storia maledetta, una lunghissima teoria di ricordi che testimoniano l’indifferenza dello Stato e il silenzio di quanti hanno visto, talvolta hanno subìto, molto più spesso hanno condiviso i lautissimi guadagni del traffico di rifiuti. Perché la verità scomoda che nessuno dice è che molti, se ancora vivi, sanno dove sono nascosti i fusti dei veleni perché hanno messo anche i propri terreni a disposizione incassando fino a cinque milioni di lire per ogni carico e costruendo su quelle scorie le case per se stessi e i propri figli. Anche questo dovrebbero sapere coloro che oggi urlano e insultano, rivendicando una ben misera primogenitura della denuncia e che allora lasciarono soli quanti si affannavano, nell’indifferenza generale, a segnalare il pericolo, le infiltrazioni mafiose nell’affare, i primi picchi sospetti di malattie linfatiche e tumorali (Rosaria Capacchione - La memoria corta, l’elogio dell’insulto e la dittatura del web 17/9/2013).

Terra dei fuochi, vigile lavora tra i rifiuti tossici: "Ora ho un cancro, non mi davano protezioni"

pubblicato il 15 settembre 2018 alle ore 11:12
Mario D'Elia fa parte del nucleo ecologico della polizia municipale del Comune di Afragola, vicino Napoli, nel pieno della terra dei fuochi. "Ci mandavano a trovare i rifiuti, era pieno di amianto" racconta a Fanpage.it. " Non ci davano le protezioni, ci dicevano che non c'erano risorse. Qualche volta le compravamo noi, le mascherine e le tute usa e getta" spiega. Per anni Mario ha fotografato i rifiuti tossici con cui è venuto a contatto e dopo essere stato operato di ulcera perforante nel 2011, lo scorso anno gli hanno diagnosticato un cancro alla gola: "Ancora oggi faccio questo lavoro, e ancora oggi non ci danno le protezioni, io le devo comprare da solo, continuano a dirci che non ci sono risorse". La replica dell'assessore alla polizia municipale del Comune di Afragola Aniello Baia: "Non posso stare a contatto con i rifiuti senza protezioni, mi attiverò subito per capire qual è il problema, sicuramente non possono andare a lavorare così".  Dopo tanti anni di sacrifici, il vigile urbano malato di cancro fa un appello alle istituzioni: "Facciamo qualcosa per la salute del popolo".   
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